Under this venetian sky

luglio 18, 2007

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Non so se prendermi la briga di scrivere due parole per dire che qua si chiude baracca fino a settembre, oppure lasciare semplicemente che le giornate, le vacanze, o le tesi di ciascuno a Rio Marin facciano il loro corso languido fino ai primi freschi post-estivi e, allo stesso tempo, fino a quando sarà ora di firmare un nuovo contratto e la composizione di questa casa, purtroppo, subirà le inevitabili scosse e i necessari assestamenti dei piccoli terremoti che, nell’esistenza delle persone, segnano i passaggi fra le stagioni.
Comunque, per chi fosse in frenetica – e sudata – attesa di aggiornamenti dall’interno, la vita in riva alle barene procede tranquilla e sbracata come al solito: Merlot, annebbiato dal caldo, quando non è impegnato ad ottimizzare la superficie di scambio termico fra il suo corpo ed il pavimento – e forte degli insegnamenti degli inquilini felini del piano di sopra – ha iniziato a soffiare ad ogni ora del giorno e della notte, così, per nulla, o, forse, credendo noi responsabili delle torture climatiche a cui il pellicciotto che si porta addosso testardo lo costringe in questi mesi. (A proposito delle amicizie inter-piano, abbiamo in canna un post succulento su un terribile misfatto d’onore accaduto la settimana scorsa…). L’unica novità, e non di poco conto, riguarda il settore agricolo, che è diventato la risorsa principale del nostro balcone appollaiato a meridione: una sontuosa piantagione di basilico (nelle due varietà, l’una volgare, ossia verde e con le foglie larghe, l’altra di pregiata provenienza genovese, dalle foglioline minute e violacee) cresce rigogliosa e curata dai nostri esperti. Il Ministero delle Attività Produttive di Rio Marin ha deciso che prima del prossimo week-end ci sarà il raccolto, e una produzione di pesto fuori dalla grazia di Dio saturerà mercati e flussi d’esportazione: prevediamo pesanti ripercussioni sulle piazze d’affari da New York ad Hong Kong. Risparmiatori e giocatori di borsa d’ogni dove, squali e furbetti del quartierino – o del sestierino, se preferite –, siete avvertiti.

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Triglie, amore e fantasia

giugno 15, 2007

Con un po’ di ritardo, dovuto all’afosa indolenza di queste lente giornate di giugno, pubblichiamo le foto della grigliata organizzata da Rio Marin al Lido lo scorso sabato: 2 kg di sarde ed 1 e mezzo di triglie…

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Altana

aprile 23, 2007

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La settimana scorsa, mentre inseguivamo Merlot fuggito in cima alle scale di casa, abbiamo scoperto una porticina, mai notata prima (noi stiamo al penultimo piano, e mai nulla, finora, ci aveva spinto oltre le nostre irtissime sei rampe di scale): apertala, ci siamo trovati di fronte la vista che potete osservare nella foto, la quale rivela – oltre al panorama notevole – la predisposizione del nostro tetto ad ospitare un’altana. Manca solo l’impalcato: chi ha delle tavole da farci arrivare in Laguna? La ricompensa potrebbe essere una cenetta estiva sotto le stelle…


Saudade

febbraio 18, 2007

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Saudade è un termine che deriva dalla cultura lusitana, prima portoghese e poi brasiliana, che indica la melanconia, un sentimento affine alla nostalgia, una speranza che si teme vana. Ha una dimensione mistica come accettazione del passato e fede nel futuro. E’ una tristezza che non fa solo male, ma anche un piacere che non fa solo bene, ed è rappresentata, simbolicamente, dal sorriso triste dei portoghesi.
E’ largamente presente nel fado portoghese, ma ancora di più nella musica brasiliana, soprattutto la bossa nova, la cui prima canzone di successo, composta da Tom Jobim e interpretata da João Gilberto, si chiamò proprio “Chega de saudade”.

[da Wikipedia]


Nuove forme di vita

gennaio 15, 2007

Dopo gli animali (umani e felini) e i vegetali (cactus, erbette varie) ecco a voi un nuovo componente della famiglia allargata di Rio Marin!

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Nasce come pasta coi ceci dalle sagge mani di Nicola. Lasciato riposare qualche giorno al buio ha subito una strepitosa metamorfosi. Merlot pensava di aver trovato un suo simile!