OGGI SCIOPERO CONTRO IL DDL ALFANO

luglio 14, 2009

Diritto alla Rete

Diritto alla Rete
http://dirittoallarete.ning.com/


IO SONO SAVIANO

gennaio 15, 2009

Sabato 17 gennaio
RIDOTTOREMONDINI
Bassano del Grappa (VI)
IO SONO SAVIANO

Dalle 17.00 alle 24.00
Palomar e Betamax
presentano : IO SONO SAVIANO
lettura pubblica di Gomorra, di Roberto Saviano
c/o Teatro “RidottoRemondini”
Via SS. Trinità, Bassano del Grappa (VI)

L’associazione culturale Palomar e il gruppo informale Betamax, in collaborazione con l’associazione culturale Indastria, organizzano la lettura pubblica (quasi) integrale di Gomorra (Mondadori Strade Blu, Milano 2006) l’opera con la quale lo scrittore Roberto Saviano ha portato alla luce in una forma inedita ed esplosiva il potere della criminalità organizzata campana e la sua capacità di ramificarsi in Italia e all’estero.

Convinti che dopo la pubblicazione e la lettura di Gomorra non si possa più restare indifferenti ai suoi contenuti senza essere al tempo stesso in qualche modo complici di quello che Saviano ci ha fatto conoscere come ‘o sistema, le ragazze e i ragazzi di Palomar e Betamax vogliono fare un piccolo passo anche a Bassano nel cammino di consapevolezza che si sta strutturando secondo modalità analoghe in tutta Italia.

Alla serata sono invitati tutti i cittadini e i rappresentanti politici, religiosi, sindacali e del volontariato sociale e culturale della città di Bassano e della Provincia di Vicenza.

L’evento si svolgerà nelle sale attigue del Ridotto del Teatro “Remondini” – in cui si terrà la lettura vera e propria – e del Color Café – dove sarà allestito un punto informativo multimediale, con la possibilità di ascoltare file mp3 e leggere articoli in qualche modo legati alla costellazione di problemi che Gomorra solleva.

Tra le 22.00 e le 23.00 ci sarà l’intervento di Et Martino (E.Drunks), dj Gigi (Eterea) e dj Stra (E.Drunks), che “dialogheranno” con alcuni brani del libro, letti da Andrea Tadiello.

La lettura è pubblica, non solo in quanto fatta ad alta voce in uno spazio aperto e condiviso, punto di incontro tra i più vivaci nella nostra comunità, ma anche perché tesa a coinvolgere attivamente tutti coloro che vogliano “essere Saviano”, leggendo anche solo poche pagine dell’opera.

Si può partecipare attivamente alla lettura iscrivendosi con una mail, indicante i propri nome e cognome, da mandare all’indirizzo mattia.pontarollo@yahoo.it, oppure telefonando al +39 333 48 07 822 (Mattia). Si verrà quindi informati dell’orario approssimativo del proprio intervento e delle pagine da leggere.

gomorra


Immigrazione a Venezia

giugno 19, 2008

FedericaAndreaNicola

E’ online Immigrazione a Venezia, il blog del Servizio Immigrazione e Pomozione di Diritti di Cittadinanza del Comune di Venezia.
Il blog contiene tutte le informazioni utili a chi voglia fare un anno di Servizio Civile presso lo stesso Servizio Immigrazione di Venezia. Con la pubblicazione del nuovo bando di Servizio Civile Nazionale lo scorso 6 giugno, infatti, il Servizio Immigrazione è stato incluso ancora una volta – come da diversi anni a questa parte – tra i progetti di Servizio Civile attivi presso il Comune di Venezia (per l’anno 2008-2009 saranno dieci). La scadenza (uguale in tutta Italia) per la presentazione della domanda è fissata per il 7 luglio alle ore 14.

Immigrazione a Venezia è arricchito da contenuti aggiuntivi quali informazioni dettagliate sulle attività del Servizio Immigrazione o le testimonianze dei volontari del Servizio Civile degli anni passati. Ma soprattutto esso intende diventare un punto di rifermimento nella segnalazione degli eventi legati all’immigrazione nell’area veneziana.


Lettera

aprile 7, 2008

Pubblico la lettera che ho ricevuto qualche giorno fa da un amico, a mo’ di stimolo di riflessione per le imminenti elezioni politiche.
(Non ho ancora risposto…)

Introduzione all’articolo di Paolo Flores D’Arcais sul numero 2/2008 di MicroMega:

“L’unica cosa certa con l’attuale sistema elettorale è che ogni voto in meno a Veltroni-DiPietro-Bonino fa vincere Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico. Questa circostanza matematica ci manda in bestia, moralmente non vogliamo subirla, ma le cose stanno proprio così. L’alternativa è secca: salvarsi l’anima (con Bertinotti) o salvarsi da dodici anni di Berlusconi-Putin (con Veltroni-DiPietro-Bonino). Io, da buon materialista ed ateo, trascurerò l’anima”.

Caro N., considera questa lettera la seconda parte dell’audio di sabato.

Prima di ieri (sabato) ero fermo sulle mie posizioni. Dopo ieri ed oggi ho trovato nuovi spunti per riflettere e mi sono posto degli interrogativi. Il PD per molti aspetti non mi piace, questo è sicuro. Tuttavia, quale è l’alternativa matematica? Un disastro ben noto. Mi sto chiedendo se non sia il caso di tentare di buttare le basi per un possibile futuro “migliore”. In generale, non dico che il futuro sia rappresentato dal PD, assolutamente, ma comincio a pensare che siamo in un delicato momento di transizione.

Provo a fare l’avvocato del diavolo… Se dopo tutta la campagna elettorale, i trascorsi e sondaggi vari Berlusconi perde, è morto; e si trascina nella tomba la destra intera. Ormai è chiaro che i sondaggi vacillano.

E qui entriamo in gioco noi, LA SINISTRA.

In questo frangente gli elettori di sinistra possono diventare un attore chiave, possono dare il là ad un cambiamento per questa società. Ci tengo nuovamente a ribadire che con questo non dico che il cambiamento sia il PD in sé, ma sicuramente lo è la morte politica di Berlusconi e di tutti quelli là…

Faccio un discorso di medio-lungo termine. Mi sto chiedendo se non sia un preciso dovere della sinistra in quanto sinistra (della gente di sinistra come noi), in quanto ha da sempre a cuore il bene comune, farsi carico di una scelta strategica momentanea ma molto coraggiosa per affossare definitivamente il passato e guardare con maggiore fiducia al futuro. Non credo sia “turarsi il naso”, tanto meno “voto utile”. Non volevo e non voglio sentire minimamente parlare di voto utile. E’ una cosa populista; roba da indecisi. La vedo come una precisa scelta consapevole. Penso che sia una scelta che più di sinistra di così non può esserci in questo preciso frangente. Penso che solo la sinistra vera sia in grado di fare un atto simile. Una sorta di “sacrificio”, se vogliamo, rimanendo però ciò che siamo e agendo proprio in tale veste.

Forse può essere una lotta di retroguardia, ma potrebbe diventare quella decisiva per una svolta.

Dico tutto questo perché vedo alcune precise condizioni e dati di fatto.

Primo, in questa legislatura è quasi matematico che finiamo, in quanto SINISTRA, all’opposizione. Certamente però, tutti concordiamo che un conto è fare opposizione (o “collaborazione”?) a Veltroni, incidendo magari in futuro su ciò che non ci piace del PD pensiero, e un conto è fare (sicuramente) opposizione passiva a degli emeriti delinquenti. Ti dico, anche ieri [martedì 1 aprile] alla tavola rotonda di Padova, ho visto il rappresentante giovanile del PD e quella della SA che dialogavano molto tra di loro e anche annuivano reciprocamente in segno di approvazione quando parlava l’altro. E mi sono positivamente sorpreso di questo.

Secondo, ripeto, se fossimo certi della vittoria del PD non avremmo problemi; ma siamo in una difficilissima situazione in cui il risultato, ormai, è molto incerto. Mi sto chiedendo se, in qualità di elettori di SINISTRA, non sia il caso di dare una mano al “gruppo PD”.

Terzo, e forse più importante, non si uccide la sinistra votando PD. Questo è un discorso che era venuto fuori in un nostro dialogo mesi fa ed è stato anche ribadito da Vattimo nell’audio di sabato. La sinistra non si potrà mai uccidere. Anzi, agiamo così proprio in quanto SINISTRA.

(…)

Spero di aver esposto chiaramente il mio pensiero.

J.


Campagna elettorale

aprile 3, 2008


Moonwalking bear

marzo 22, 2008

(Grazie a Kymyk per la segnalazione.)


Nero come l’Italia

marzo 19, 2008

Per chi ancora non avesse potuto o voluto prestarvi attenzione, invitiamo a leggere l’inchiesta di Giuseppe D’Avanzo pubblicata su la Repubblica di lunedì. Quella è stata l’Italia, lo Stato italiano. Oggi, la stessa Italia rischia di passare sopra a quanto accaduto, grazie alla prescrizione dei procedimenti giudiziari e all’assenza di un articolo di legge sulla tortura. Già, tortura. Ma quello che ha già mancato, la nostra Italia, è la capacità e la responsabilità di farsi carico pubblicamente dei fatti di Genova 2001, di interpellarsi sul perché ciò sia stato possibile e di reclamare a gran voce che si facesse chiarezza. Chiarezza su un episodio di palese negazione dello stato di diritto.

Ma quale diritto? In Italia, c’è l’amore!