Free HotSpot e Wi-Max

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Poiché Rio Marin, ultimamente, sembra diventato un covo di maniaci tecnofili che non staccano due secondi gli occhi dal monitor dei loro pc, e che per comunicare fra loro arrivano a preferire – al contatto fisico – la mediazione di una bella finestrina skype, contribuisco anch’io al clima con questo post, mezzo informativo, mezzo di sensibilizzazione.

Il primo intento nasce da una necessità che, a volte e soprattutto quando ci si trova in un luogo sconosciuto, può rivelarsi impellente: poter accedere ad internet, col proprio computer, gratis. Quando siamo rimasti 20 ore a Wuppertal, dopo 4 giri avanti e ‘ndré sulla Schwebi – che, per quanto affascinante, dopo un po’ ti scassi pure -, abbiamo girato mezza città alla ricerca di un hotspot wirelez, per ingannare il tempo in attesa che Sua Maestà Deutsche Bahn facesse ripartire i convogli, o solo per sapere per che cavolo di motivo non riuscivamo a riprendere il viaggio verso Berlino dalle sponde del Wupper (abbiamo provato pure a chiedere alla signore del Tourist Information, ma non ne davano fuori: non capivano cosa fosse un “hotspot”). Questo sito [http://www.free-hotspot.com/] avremmo dovuto consultarlo prima, poiché, se l’avessimo fatto, ci saremmo potuti dirigere sicuri verso uno dei tre hotspot gratuiti che fanno di Wuppertal quella città d’avanguardia che, comunque, già avevamo capito essere.
Così, se avete in programma qualche viaggio, date un occhio prima qui, ne potreste aver bisogno. A Venezia, ad esempio, c’è un hotspot soltanto, questo qui (fornito, peraltro, da Studioplano, di cui segnaliamo l’interessante blog).

La seconda parte del post riguarda invece un argomento che recentemente ha fatto notizia: la liberalizzazione in Italia, a partire dalla seconda metà del 2007, delle frequenze Wi-Max (quella tecnologia che permetterà l’accesso ad internet di tutti coloro che abitano in quei luoghi dove ora l’adsl non arriva – e non sono pochi, soprattutto su un territorio come il nostro, non propriamente agevole da infrastrutturare). Il problema – che è di natura politica – è 1) chi si accaparrerà queste frequenze, 2) con che modalità (e con quali costi) sarà in grado di fornire il servizio agli utenti; una tecnologia nata per facilitare l’accesso ad una risorsa per definizione libera ed iper-accessibile rischia di diventare l’ennesimo lusso appannaggio dei pochi che se lo possono permettere. Su spunto di CasaPiddu, dove ho trovato il link, vi suggerisco la lettura di quest’agile paginetta, dove, con poco, è spiegato ciò che, per disinformazione generale, c’è il pericolo accada fra qualche mese.

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One Response to Free HotSpot e Wi-Max

  1. […] studio in Fondamenta della Misericordia, la cosa fece un certo scalpore, tanto che ci guadagnammo qualche titolo di giornale, e non solo. La fondamenta in quel periodo era popolata da gente con i computer, […]

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