Soluzione al “Giochetto”

febbraio 21, 2007

Dal mio esilio veronese eccovi la soluzione al “Giochetto”:

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(…)

Chi sa andare avanti, o spiegare come funziona, o correggere eventuali errori del sottoscritto?
Si astengano i vincitori…

Ciao!

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Saudade

febbraio 18, 2007

saudade.jpg

Saudade è un termine che deriva dalla cultura lusitana, prima portoghese e poi brasiliana, che indica la melanconia, un sentimento affine alla nostalgia, una speranza che si teme vana. Ha una dimensione mistica come accettazione del passato e fede nel futuro. E’ una tristezza che non fa solo male, ma anche un piacere che non fa solo bene, ed è rappresentata, simbolicamente, dal sorriso triste dei portoghesi.
E’ largamente presente nel fado portoghese, ma ancora di più nella musica brasiliana, soprattutto la bossa nova, la cui prima canzone di successo, composta da Tom Jobim e interpretata da João Gilberto, si chiamò proprio “Chega de saudade”.

[da Wikipedia]


Carambar!

febbraio 15, 2007

Quasi nessuno in Italia conosce un fenomeno precipuo dei nostri cugini transalpini, secondo per dimensioni e portata culturale solo alla erre moscia e alle vocali nasali. Trattasi del Carambar, o della Carambar, se traduciamo con “Caram-barra” – dal momento che il fenomeno in oggetto è, non me ne si voglia, una barra.

Carambar chiusa

Carambar è un bacchetto, uno stick, una bar, una barra, un parallelepipedo a base rettangolare alto grossomodo 7 centimetri; la materia di cui è composto è – ce lo dice lui stesso – caramel tendre, “caramello tenero”. Alla vista si presenta, esternamente, come una caramella allungata e squadrata, dalla carta lucida gialla, con elementi maròn, rossi e bianchi; per rendere l’idea, la texture è analoga a quella della caramella svizzera colla mucca.
Ho appreso da amici cugini che un tempo – quando i loro padri andavano alle elementari – la Carambar era durissima, tanto da mettere alla prova anche la dentatura più prestante; narrasi che d’inverno, nei cortili dopo il suono della campanella (luogo e tempo privilegiati del consumo di Carambar) i padri e le madri dei giovani francesi d’oggi dividessero la Carambar rompendola risolutamente con schiocchi secchi e sonori, dovuti all’estrema rigidità che il caramello assumeva in condizioni climatiche sfavorevoli. Bisognava poi tenerlo in bocca a lungo, lavorandolo con la lingua perché diventasse, a poco a poco, agibile alle mandibole. Possiamo immaginare – senza temere di parlare a vanvera – scenari di corteggiamenti plateali, galanterie cavalleresche, finanche sfide mascoline al “palmo d’acciaio”, come solo dall’altra parte del Mont Blanc sanno offrire.
Ebbene, le Carambar dell’oggi sono fatte di caramel tendre; peccato, diremmo. Ma, si sa, è una cultura tutta, una civiltà occidentale che si va rammollendo: come rimproverare ciò a delle barre zuccherine? Ad ogni modo, milioni di ragazzine e ragazzini francofoni continuano – pare – a consumarne all’uscita dalla scuola, e con esse si consumano amicizie, rivalità e prime cotte.

Carambar aperta

Eppure non sarei qui a scrivere di Camambar se essa fosse solo una barra di caramello tenero; la Camambar, in Francia, è un’istituzione – e non soltanto per il rito dello schiocco. I bambini e le bambine francesi, all’uscita dalla scuola, amano anche ridere e scherzare: raccontare barzellette, fare battute, pigliare per il culo il compagno sfigato – tutte queste cose qui. Ora, la Carambar viene in loro soccorso, e lo fa magistralmente; grazie alla Carambar, in Francia è pressoché sconosciuto il fenomeno della barzelletta già sentita, della battuta trita e ritrita, del compgano sfigato che replica: “Cambia il disco, compare!”.
Ed eccoci arrivati al quid: la Carambar, nostri amici, è una dispensatrice d’ilarità; “blagues tordantes”, “barzellette spassosissime/da crepare dal ridere”, leggiamo sulla carta gialla e lucida, di fianco a caramel tendre. Da decine e decine di anni i nostri cugini più giovani aprono la carta gialla-maròn-bianco-rossa, estraggono la barretta caramellosa, la portano alla bocca (senza sottrarsi, certo, al rito dello schiocco) e, assaporandone il gusto e la collosità, si accingono a leggere le barzellette – o le freddure – stampate all’interno della carta. Pare che ci siano intere redazioni che lavorano alla scrittura di tali contenuti – o, perlomeno, che così fosse un tempo, prima del crepuscolo della cristianità.
Certo, qui ed ora non possediamo gli strumenti per analizzare la portata culturale – senz’altro enorme – delle battute Carambar dalle origini ad oggi; in alternativa, lasceremo che siano gli esemplari odierni (finiti a Rio Marin attraverso le mani di François, ospite lillois in transito verso Bologna) ad illustrare un fenomeno tanto sconosciuto presso di noi quanto fondamentale per comprendere le dinamiche della società francese.
Buona lettura.

PER LA SERIE: INFO-CARAMBAR
Vero o falso? Con un’anguilla, è possibile ridurre le spese di elettricità.
Risposta: Vero. Alcune anguille sono elettriche e possono produrre più di 400 volts, cioè far funzionare due frigoriferi allo stesso tempo.

PER LA SERIE: NON INDOVINERAI MAI!
Come si fa a capire che un astronauta ha tradito sua moglie?
Risposta: Ha un capello verde sulla sua tenuta.

PER LA SERIE: 3 BUONE RAGIONI…
…per mangiare con i bastoncini:
1) E’ una buona scusa per non mangiare la zuppa.
2) Non fanno la ruggine nella lavastoviglie.
3) Se hai un tamburo, puoi fare la majorette durante il dessert.

PER LA SERIE: CHE COS’E’ PEGGIO?
Rimanere bloccati in bagno senza poter aprire la porta, o trovare la porta bloccata quando si ha terribile urgenza di entarci?

PER LA SERIE: 3 BUONE RAGIONI…
…per non credersi il proprio figlio a 50 anni:
1) Non riuscirai mai a stare sul suo skate.
2) Farai diventare matta tua moglie a forza di ascoltare musica rap.
3) Sarai licenziato se giochi con i videogiochi invece di lavorare.

PER LA SERIE: NON INDOVINERAI MAI!
Perché un automobilista miope si toglie gli occhiali quando lo fermano per un alcol-test?
Risposta: Sono pur sempre due bicchieri [in Francese verre, sia “bicchiere” che “vetro”] in meno.

PER LA SERIE: INFO-CARAMBAR
Vero o falso? L’8% di coloro che scorreggiano peta davanti al proprio cane per divertirsi.
Risposta: Vero. Resta da sapere se questo diverte il cane.

PER LA SERIE: NON INDOVINERAI MAI!
Qual è quella cosa che è alta 4 metri, ha 87 denti acuminati e urla: “A morte!”?
Risposta: Non lo so, ma corri!

Nota di chiusura: sul sito ufficiale delle Carambar trovate, sotto la sezione “Carambar Blag-o-matic“, un distributore automatico di spiritosaggini, includente una sezione “barzellette culto”; potete persino scaricare il distributore sul vostro computer… Da provare!


La fine del mondo

febbraio 14, 2007

Nell’ormai lontano 1998, l’amico Corrado ed io, compagni di classe di terza media, componemmo, su invito della professoressa d’Italiano, una poesia in dialetto veneto; in questo modo, partecipammo al concorso – che si tiene, tutt’ora, una volta all’anno – Premio “Aque slosse”, allora alla XXII edizione.
Tale concorso prevedeva – e prevede – due sezioni, l’una dedicata alla poesia, l’altra alla satira, entrambe in “vernacolo”; sono ammessi componimenti scritti in tutti i dialetti e le relative varianti delle Tre Venezie, inclusi Friulano, Cimbro e Ladino.
Corrado ed io, data la nostra età, partecipammo al “Premio speciale giovani”. La poesia che ne venne fuori si avvicinava (perlomeno, questo fu il parere della giuria) piuttosto alla satira; ahinoi, la sezione giovanile non prevedeva un premio per la satira. Nondimeno, e a nostro onore, la poesia fu ugualmente segnalata (certo, non ricevemmo alcun premio) e pubblicata nel libretto del concorso, a gloria e memoria eterne.
E’ con sommo orgoglio ed onore che vi propongo questa lettura, invitando Corrado – se il caso vorrà che capiti su queste pagine – a ritirare la sua quota di celebrità.
Buona lettura.

£A FINE DEL MONDO

El mondo el xe come un pomo marso drio cascar:
£o ghemo proprio fato tribo£ar!

Co’ £e bombe atomiche l’è stà mutià
e coe guere decapità;
tanto de chel petrolio ghemo spanduo
che tere e mari el ga imbevuo.

Ancora all’epoca de Re Artù
i disea che viver non se podea più;
altre volte i ga provà a indovinare
quando £a Tera £a finirà soto el mare.

Par fortuna tute sté profesie
no £e xe gnanca bone a stare in pie:
fin che ghe sarà uno de noialtri
lu el continuarà a pararne vanti.

Se continuemo così, però, £a fine £a xe visina,
serchemo almanco de meterla in cantina.

Xe anca vero che £e tecnologie
no £e xe tute fesserie,
ma fin che no £e usaremo in modo propisio
de inquinare non perdaremo mai el visio!

(Nota alla lettura: la poesia è scritta nel dialetto veneto di Bassano del Grappa. Si è scelto di utilizzare il carattere “£” per indicare la L muta davanti alle vocali; pertanto, £a dovrà essere letto [a], £e [e] e così via.)


Psyco MERLOT

febbraio 12, 2007

Continuano i ritratti al GATTO più FATTO di Venezia !
La foto scattata da Barbara, immortala la vera psiche di Merlot
Sotto gli effetti dell’ERBA GATTA, della quale vado a descrivene gli effetti :

Gli effetti dell’ERBA GATTA solitamente iniziano da 30 a 90 minuti dopo l’ingestione e possono durare anche 12 ore. Gli utenti fanno riferimento all’ERBA GATTA e ad altre esperienze con allucinogeni col termine “trip” (viaggio) ed alle gravi esperienze negative col termine “bad trip” (brutto viaggio). Sebbene la maggior parte dei “viaggi” causati dall’ERBA GATTA includa sia aspetti piacevoli che aspetti non piacevoli, gli effetti della droga sono imprevedibili e possono variare in relazione alla quantità ingerita ed alla personalità, alle aspettative, al carattere del consumatore nonché all’ambiente in cui esso vive.
Chi fa uso di ERBA GATTA può sperimentare degli effetti fisiologici, come incremento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, capogiri, perdita di appetito, bocca secca, fatica, nausea, intorpidimento e tremori; ma i principali effetti della droga sono emozionali e sensoriali.

Le emozioni del felino consumatore possono passare rapidamente dalla paura all’euforia, con cambiamenti così repentini da far apparire l’utente come se sperimentasse diverse emozioni simultaneamente.

Psyco Merlot


Senza titolo

febbraio 11, 2007

E voi volevate che io tenessi botta con Linux?

(Grazie a Felipe per l’immagine.)


Giochetto

febbraio 10, 2007

Salve a tutti quanti.

Quest’oggi vi propongo un giochetto logico stuzzicante, col quale alcuni di voi avranno magari già avuto a che fare.
Si tratta di trovare la stringa di cifre successiva alla serie data; a dire il vero (e questo venga considerato un aiutino…), si potrebbero trovare infinite stringhe successive.
Ma veniamo al gioco; ecco le quattro stringhe di partenza:

1
11
21
1211

Quale sarà la quinta stringa?
A voi scoprirlo…

Invito coloro che si sottoporranno all’immane sforzo intellettivo a non comunicare la soluzione con un commento; se volete, mandatemi una mail (***** [chiocciolina] ***** [punto] ***). Se poi volete affermare la vostra celerità computazionale, in un’ipotetica gara di velocità, fate un commento scrivendo: “Ce l’ho!” – o quanto meglio vi aggrada.
Avrò cura di pubblicare la soluzione dettagliata tra, diciamo, una settimana, o giù di lì.

Buona fortuna!