Poesia della sera

Salve a tutti.
Questa sera vi propongo, in semi-anteprima, una poesia inedita del giovane (ma non giovanissimo) poeta Pietro Maria Niberti, nato a Sferracavallo (un sobborgo di Palermo) il 16 settembre 1975.
L’infanzia siciliana trascorsa tra la campagna arida e la costa scogliosa, proprio sotto casa; l’adolescenza passata nel ricco e laborioso Veneto, dove il poeta si trasferisce alla fine degli anni ’80, per via del lavoro del padre, banchiere; le prime esperienze traumatiche, i primi amori e disinnamoramenti; gli studi universitari in lettere classiche a Padova e la passione, parallela ma non meno forte, per le lingue straniere e la filosofia; il “periodo francese”, durato alcuni anni, con soggiorni in diverse città tra cui Strasburgo, Parigi e Lille, dove viene a contatto con la corrente decostruzionista del pensiero filosofico ed artistico francese; la militanza politica, in seno ad un movimento per l’equità sociale e la lotta contro le segregazioni classiste del sistema francese; il ritorno in Italia e le enormi difficoltà trovate a pubblicare le proprie opere (il poeta ha continuato a pubblicare in Francia, in francese con testo a fronte, le proprie poesie, curando egli stesso la traduzione da una lingua all’altra e rinunciando così, di fatto, a vederle pubblicate nel proprio Paese).
Le poesie di Niberti sono intrise di tutto questo. In lui troviamo una passione civile travolgente, che sfocia, a volte, in veri e propri “comizi letterari” (come ama definirli lui stesso, non senza una certa autoironia); ma troviamo, accanto a questo, una passione per il gioco (linguistico, in primo luogo, ma anche situazionale e narrativo) e un fil rouge ironico, scherzoso e malizioso al tempo stesso, che corrono lungo tutte le sue poesie.
Pubblico qui, con il consenso dell’autore, una poesia – come dicevo poc’anzi – inedita; a detta dell’autore, la sua latitanza editoriale è dovuta ad una precisa scelta, fatta quasi per gioco: la poesia, nelle sue intenzioni, è uno sfottò coviviale tra amici – italiani – alle prese con mitiche ed irraggiungibili ragazze francesi… E tale deve restare.
Ma non è il caso che mi dilunghi oltre. Buona lettura!

– – – – –
SORTE DA BASSE MAREE

Sorte da basse maree, ridono
graziose fanciulle francesi
– tutte dame queste francesi,
sguardo alto al passo sicuro.

Perché non darla via?
Monumento dell’umanità,
simulacro del viril desiderio,
iperuranico emblema
del manichino vero.

Ti si trova per i viali
a far voltare i nasi:
ma dove te ne andrai,
sapendoli tutti pervasi?

Frangetta e sigaretta in vista,
tu di sinistra;
bella la scarpina
color stellamarina,
tu antiborghesina.

Ferma! Considera la tua semenza.
Fatta non fosti per schivarci
beffarda al passaggio
ma per, all’occorrenza,
dispensar sorrisi e compiacenza.

– Pietro Maria Niberti
(Frankreich, giugno 2006)

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7 Responses to Poesia della sera

  1. Nigi Merenda ha detto:

    [20 gennaio] Aggiunti link geografici all’articolo.

  2. alberto scalici ha detto:

    Con la freschezza e il potere brioso e immaginifico delle sue parole il Niberti sembra aver pienamente colto la lezione di uno dei filoni portanti della letteratura italiana. Mi riferisco alla poesia tanto giocosa quanto portatrice di piccole verità che ritroviamo in autori come il Borchiello o Rino Gaetano, una vena che si fa forte di un attento spirito di osservazione al servizio della voglia di divertirsi e di divertire. Si tratta di una poesia da leggere ad alta voce, da cogliere nella sua musicalità, un fattore per nulla estrinseco del modo di intendere del Niberti; in questo modo anche le chiare infrazioni e le sregolatezze ci appaiono componenti essenziali di una poesia scherzosa.
    Il poeta è uno sfigato, che non ha nessun problema ad ammetterlo.

  3. Nigi Merenda ha detto:

    Caro Alberto
    (mi permetto di darti del tu, visto il clima confidenziale del blog),
    innanzitutto grazie per l’intervento molto accurato, conciso e profondo al tempo stesso; per quanto mi riguarda, hai colto pienamente nel segno nel tratteggiare la poetica del Niberti.
    Mi prendo il permesso di ammendare le tue parole: immagino che “Borchiello” sia una svista e che tu intendessi riferirti al Burchiello, poeta toscano del Quattrocento, pseudonimo di Domenico di Giovanni, autore di poesie burlesche e “non-sense”, se così si può dire.
    Personalmente non conoscevo praticamente nulla di questo autore, per cui sono andato subito a documentarmi, trovando una serie di risorse interessanti per chi (come me) intende avvicinarsi all’autore.
    Prima di tutto, qualche nota biografica e artistica:
    http://www.italica.rai.it/rinascimento/cento_opere/burchiello_sonetti.htm
    http://it.wikipedia.org/wiki/Burchiello_%28poeta%29
    http://www.girodivite.it/antenati/xvsec/_burchie.htm

    Poi, due raccolte di poesie in pdf, liberamente scaricabili:
    * raccolta “Rime del Burchiello” (dall’edizione Einaudi, Letteratura italiana):
    http://www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_3/t52.pdf
    * raccolta “Sonetti” (a cura di Emilio Piccolo):
    http://www.vicoacitillo.it/led/burchs.pdf

    Infine, un paio di saggi critici:
    * “Burchiello e la poesia burlesca tra Quattro e Cinquecento” di R.Nigro:
    http://www.disp.let.uniroma1.it/fileservices/files/nigro.pdf
    * “Burchiello e le sue metamorfosi: personaggio e maschera” di G.Crimi:
    http://www.disp.let.uniroma1.it/fileservices/filesDISP/07_CRIMI.pdf

    Spero che possa essere un buon punto di partenza!

    Per quanto riguarda Rino Gaetano…

  4. alberto ha detto:

    Sì Nigi Merenda, mi riferivo al Burchiello… Ma secondo te se la leggerà nessuno questa poesia lasciando anche un commentino? Mah…

  5. Nigi Merenda ha detto:

    Sono sicuro che l’hanno già fatto in molti.
    Per quanto riguarda il commentino, attendiamo fiduciosi…
    Coraggio, gente!

  6. paddy ha detto:

    Già ebbi occasione di leggere la poesia in un carteggio privato col Niberti – e subito apprezzai la “scalfitura sociale” operata dall’autore, abilissimo nel pennellare con ironia i tratti così riconoscibili – eppure ai più ineffabili – del suo soggetto. Concordo quindi con lo Scalici, un poeta che andrebbe riscoperto ancora prima che vada dimenticato.

  7. piano sheets music ha detto:

    piano sheets music

    Poesia della sera | Il blog di Rio Marin

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