
Dopo la lunga assenza a causa dell’intensa preparazione per l’esame di Tecnica delle Costruzioni, torno ad intessere le maglie del blog con un piccolo divertissement, in forma di meta-riflessione sulla natura e sull’identità del nostro piccolo – e modesto – rifugio digitale.
L’immagine che vedete sopra riporta, così come da statistiche di WordPress, l’elenco dei termini di ricerca che gli utenti (in data 20 o 21 febbraio, mo’ non ricordo più) hanno digitato su qualche motore online per giungere fino a noi. Ora: ma come è possibile? A parte l’impietosa finestra che si apre sulle imbarazzanti abitudini di navigazione e sui desideri iconografici di alcuni internauti nostrani, quale mai sarà il criterio con cui vengono indicizzati i nostri post? E quali gli oscuri percorsi telematici che associano universi lessicali all’apparenza così diversi, come, ad esempio, una tirata su una schifezza dolciaria d’Oltralpe, e la documentazione della genesi di un peto?
Chiunque sia in grado di fornire spiegazioni è invitato a prender parte al dibattito…
Pubblicato da Mario Faranda
Pubblicato da Nicola 


