L’intrepido

Aprile 28, 2007

merlot, l’intrepido

In qualità di unico abitante di Rio Marin in data odierna, sento il dovere di portare testimonianza dell’intrepido gesto compiuto oggi dal nostro adorato felino: egli si è finalmente spinto oltre la soglia fino ad ora impostagli ed ha respirato la brezza dei tetti. Per il momento ha scrutato l’orizzonte, cacciato una mosca e pianificato le prossime esplorazioni. Eccolo nel momento di massimo ardimento.


Sì, devo farmi per forza uno shampoo

Aprile 27, 2007

Una brutta giornata,
chiuso in casa a pensare,
una vita sprecata,
non c’è niente da fare,
non c’è via di scampo,
quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Uno shampoo?

Una strana giornata,
non si muove una foglia,
ho la testa ovattata,
non ho neanche una voglia,
non c’è via di scampo:
sì, devo farmi per forza uno shampoo.

Uno shampoo? Sì, uno shampoo.

Schhh… scende l’acqua, scroscia l’acqua calda, fredda, calda… giusta!
Shampoo rosso, giallo, quale marca mi va meglio… questa!

Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve,
sembra panna, sembra neve…
La schiuma è una cosa buona, come la mamma,
che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco,
una mamma enorme, una mamma in bianco!

Sciacquo, sciacquo, sciacquo…

Seconda passata.

Son convinto che sia meglio quello giallo senza… canfora!
I migliori son più cari perchè sono anti… forfora!

Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve,
sembra panna, sembra neve…
La schiuma è una cosa pura, come il latte:
purifica di dentro.
E’ una cascata, che ti dà un senso di benessere, di pulizia.
La schiuma è una cosa pura… e sacra… e bianca… come la democrazia!

Sciacquo, sciacquo, sciacquo…

Fffffff… fon!

Giorgio Gaber, Lo shampoo
(da Dialogo tra un impiegato e un non so, 1972)


In memoria di Teresina

Aprile 25, 2007

Teresina dovrà attraversare il ponte fino ad almeno un terzo della sua lunghezza, quindi voltarsi ed attendere l’uscita della guardia – facendo in modo di camminare, nel momento dell’avvistamento, verso la sponda del fiume da cui proveniva.
In questo modo, la guardia non farà altro che accompagnarla proprio lì dove Teresina voleva andare…

Ricordiamo la classifica, o meglio il podio (ma le due cose coincidono, in questo caso):
1. Paddy;
2. Alberto;
3. Pi.

Buon Anniversario della Liberazione a tutti!


Altana

Aprile 23, 2007

altana.jpg

La settimana scorsa, mentre inseguivamo Merlot fuggito in cima alle scale di casa, abbiamo scoperto una porticina, mai notata prima (noi stiamo al penultimo piano, e mai nulla, finora, ci aveva spinto oltre le nostre irtissime sei rampe di scale): apertala, ci siamo trovati di fronte la vista che potete osservare nella foto, la quale rivela – oltre al panorama notevole – la predisposizione del nostro tetto ad ospitare un’altana. Manca solo l’impalcato: chi ha delle tavole da farci arrivare in Laguna? La ricompensa potrebbe essere una cenetta estiva sotto le stelle…


dj SET firmato STRA

Aprile 17, 2007

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Breaking News: Il Ponta e il Turco

Aprile 17, 2007

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Per la prima volta riceviamo in redazione una richiesta di pubblicazione: trattasi di un prezioso documento iconografico che ritrae il Ponta – per chi non lo sapesse, assiduo ed amato frequentatore di Rio Marin, attualmente in esilio a Tübingen, Deutschland – amichevolmente avvinto ad un coetaneo di palese nazionalità sudmediterranea.
Ora, motivi o chiarimenti non sono giunti assieme alla preghiera di diffusione, per cui non resta che lasciarsi andare alle illazioni più disparate sul contesto nel quale è stata scattata l’immagine, nonché sulla presente situazione del Nostro all’interno dell’intricata rete sociale della piccola comunità del Baden-Württemberg: cosa spinge un giovane filosofo neolaureato, scapolo, simpatico e belloccio (ma su questo non spetta certo a me l’ultima parola) a farsi immortalare – in questi giorni d’inizio primavera – sul fondo gialliccio di un’aula di una scuola di provincia, appagato dalla compagnia d’un baffuto emigrante dall’aria saputa? Largo ai commenti!


Cosa stiamo leggendo (04 2007)

Aprile 16, 2007

cosa-stiamo-leggendo-200704.jpg

Son passati molti giorni dall’ultimo post (non contando, ovviamente, l’ottima apologia livornese del Merenda, appena pubblicata), e ce ne scusiamo, ma qui si lavora, si studia e si solca avanti e ‘ndré il Vecchio Continente, mica si sta tutto il giorno palle all’aria, come qualcuno di nostra – e oramai anche vostra – conoscenza…
Nel frattempo – per l’appunto – io sono ritornato in laguna in tempo per pagare l’affitto e Rio Marin continua ad esibirsi in variegate e personalissime acrobazie letterarie. Ecco quello che ospitano i nostri comodini in questo aprile così caldo e meravigliosamente assolato:

Androsoft > “Introduzione all’analisi del film” di Francis Vanoye e Anne Goliot-Lété
Francesca > “Delirious New York” di Rem Koolhaas (nientepopodimenoché, ndr)
Giulia > “Una solitudine troppo rumorosa” di Bohumil Hrabal
Laura > “L’anno della lepre” di Arto Paasilinna
Mario Faranda > “L’isola di cemento” di J.G. Ballard
Nigi Merenda > “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia
Stra > “Nessuno uscirà vivo di qui” di Jerry Hopkins e Daniel Sugerman

(Come avrete notato, questo mese abbiamo pure la new entry Giulia, che dopo la bellezza di 8 mesi di fugaci apparizioni è ora ufficialmente entrata a far parte della ciurma – ora ha persino il suo alter ego southparkiano, che potete rimirare nell’apposita sezione del blog).


99 Amaranto

Aprile 16, 2007

¡Hasta siempre guerrillero!

credits


Ostie e pompini

Aprile 4, 2007

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In queste giornate di prese di posizione assolutamente irremovibili su Dico ed eutanasia, in cui la CEI indice manifestazioni di piazza – alla stregua di un gruppo extraparlamentare degno dei migliori Anni Settanta -, sbraita su ogni media disponibile lo sdegno morale per la dissoluzione della famiglia fatta così come Dio comanda, e guadagna persino la scorta della Polizia per Bagnasco, perché qualcuno, nottetempo, con la bomboletta gli ha scritto “Vergogna!” sulla porta della canonica, apprendo (grazie al nostro infiltrato di fiducia all’interno delle strette maglie dei salotti bassanesi – anche se ora emigrato temporaneamente a Tübingen -, ed esperto conoscitore di scandali e retroscena del Comune dei Giovani), apprendo, dicevo, di una lodevole iniziativa promossa dalla parrocchia di Santa Croce, in quel di Bassano del Grappa (paese natale di metà degli abitanti di Rio Marin, tanto per spiegare il nostro interesse nei confronti di ciò che vi accade): In Chiesa con Claudia Koll.
Ora, credo che tutti voi conosciate Claudia Koll, ed il suo passato non proprio virginale; lungi da me, inoltre, inchiodare una persona a ciò che è stata un tempo ed ora non è più, ma questa fa davvero ridere. Riporto parte del testo di presentazione, troppo libidinoso per limitarmi a riassumerlo senza farvelo assaporare in tutto il suo splendore.

“L’attrice romana Claudia Koll sarà ospite domenica primo aprile, nella chiesa parrocchiale di Santa Croce, per un incontro sulla riaffermazione dell’identità umana contro le spinte spersonalizzanti della società globalizzata.” (superfluo commentare, i doppisensi se li trovano da soli…) “Un argomento complesso ed interessante che, in vista della Pasqua, sarà affrontato partendo dagli spunti offerti dal Vangelo e dalla parola di Cristo.”
Continua poi la nota di presentazione della serata: “Nella frenesia del nostro vivere quotidiano è difficile fermarsi e verificare l’orientamento dato alla propria persona. Tutto tende a portarci fuori di noi stessi, a cercare la rendita più vantaggiosa, a seguire puntualmente le scadenze delle varie mode, a uniformarci su dei cliché massificanti. Ma l’uomo dov’è?” Dietro?, penso, posando l’occhio sulla languida – e, allo stesso tempo, penitente – posa della foto qui sopra.
Ma, come sempre per dilemmi esistenziali di tale portata, “L’interrogativo è d’obbligo perché la sua identità, sotto la spinta di teorie fondanti i principi economici della globalizzazione, è stata ridotta da persona a risorsa umana, risorsa equiparabile a qualsiasi altro bene economico e la società del precariato ne evidenzia ogni giorno sempre di più le conseguenze. Ma non è questo il destino dell’uomo o, se vogliamo, la specificità della sua vocazione”.
Per chi fosse interessato, quindi, “L’incontro, aperto a tutti, avrà inizio alle 20.30 e sarà l’occasione per riflettere sul bisogno di recuperare la nostra originalità, per dare consistenza ad un nuovo modo di relazionarci con gli altri”.

Come perderselo?


Nuovo indovinello

Aprile 1, 2007

La staffetta partigiana Teresina deve attraversare un fiume (…) e l’unico modo per farlo è passare per un ponte presidiato da un soldato repubblichino. Per percorrere il ponte in tutta la sua lunghezza sono necessari tre minuti, non un secondo di più né un secondo di meno.
Il soldato repubblichino è appostato su una torre di guardia dalla quale si ha una visione globale e sinottica dell’intero ponte; ogni due minuti esatti egli esce dalla sua postazione (un locale al riparo nella torre stessa) e con un colpo d’occhio verifica che non ci sia nessuno che stia attraversando il ponte in quel momento; quindi, se non vede nessuno, rientra.
Nel caso in cui individui la presenza di qualcuno, il soldato ha l’ordine di intimare l’alt e di raggiungerlo tenendolo sotto tiro (il tempo necessario a raggiungerlo è trascurabile, mentre la possibilità di una fuga è qui esclusa); a questo punto, non gli sparerà né lo farà prigioniero, ma lo riaccompagnerà all’inizio del ponte, dalla parte da cui era venuto, in modo da impedirgli, semplicemente, di attraversare il ponte stesso.

Come farà Teresina ad andare dall’altra parte del fiume, portando in questo modo un’informazione vitale al comando partigiano appostato poco lontano?

Si precisa che Teresina non ha nessuna arma con sé e non può contare su nient’altro che le sue gambe per i suoi movimenti.